Piante in viaggio

 

 Bandiere nel piatto

 

Tradizioni (quasi) rispettate

Cucine d’Europa: la cucina polacca

Per capire quanto le piante che viaggiano hanno influenzato i nostri costumi, a partire da quelli alimentari, abbiamo l’esempio della cucina polacca. L’esordio di Wikipedia in proposito infatti ci dice subito che la gastronomia del grande Paese europeo ha come ingrediente principale la patata, il tubero peruviano di maggiore successo nel mondo. Peruviano, non polacco.

Come in molti altri posti, anche in Polonia si mangiano gnocchi di patate, che qui si chiamano “pyzy”; e come in molti altri posti, le patate fanno da contorno, da minestra, da ripieno.

E prima? Sappiamo che la patata giunse da noi presto, pochi anni dopo la scoperta dell’America, ma che ebbe molta difficoltà ad essere accettata dalle masse contadine, diffidenti verso qualcosa che cresceva sottoterra, il luogo degli Inferi. Con la benedizione del clero, la patata fu sdoganata e prese il posto della rapa, fino ad allora la principale sorgente di amidi del Medioevo insieme ai cereali.

Se la rapa ha perso molta della sua importanza storica, non così è per molti altri vegetali tipici dell’Europa centrale ed orientale. Fra le minestre tradizionali in Polonia, compare infatti la barbabietola nel barszcz, il cavolo nella kapusniak, la segale nella zurek. È proprio il cavolo, spesso nella sua forma trattata a crauti, che domina in molti piatti della cucina polacca. Cavoli e crauti sono ingredienti del bigos, lo stufato di carne nazionale, dove trovano spazio anche le prugne secche; di foglie di cavolo sono fasciati i golabki, involtini di carne e riso.

Origine antica hanno la ogorkowa, minestra a base di cetriolo, ortaggio asiatico arrivato in Europa da millenni, e il dolce detto makowiec, il cui ingrediente principale è il seme di papavero, cioè il mak (il papavero ha accompagnato la specie umana ogni volta che è stato piantato il grano).

E per bere? Il vino non c’è, e a parte la birra si può optare per il succo di prugne o per quello di rabarbaro, il Rheum x rhabarbarum, una pianta che ha fatto molta strada, la stessa che fecero le orde dei barbari lungo le steppe dell’Asia centrale fino in Europa (viaggiò forse con loro?).

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