Tema (giardini e foreste): Le piante da appartamento
Non sono molto d’accordo con chi tiene animali in casa: trovo che per molte razze di cani, ad esempio, vivere in un appartamento non sia il massimo, soprattutto se si tratta di razze abituate a correre in spazi aperti, a reggere climi decisamente più freddi dei nostri consueti 20°, o addirittura a nuotare spesso in mare come i Terranova.
Analogamente, non amo tenere piante in casa, per loro preferisco il davanzale o il terrazzo. Ma se sono piante che hanno bisogno di umidità costante e temperature piuttosto elevate, allora è giocoforza ospitarle fra le mura domestiche.
Nell’ottica di questo sito, nessuna di queste specie, o quasi, appartiene alla flora italiana: sono piante che hanno viaggiato, e per molti chilometri. Vengono dalle fasce tropicali umide del pianeta: Africa nera, Amazzonia, Asia del Sud, Australia pluviale sono i principali bacini geografici da cui i nostri floricoltori hanno attinto a volontà, e nel contempo sono i luoghi dove la biodiversità si esprime ai massimi livelli.
Non pretendo di essere esaustivo, non potrei nemmeno con una intera pubblicazione sull’argomento. Mi limito perciò a scegliere una sola pianta, fra quelle di maggiore successo, per ciascuna delle aree più significative.
Ci spostiamo in Asia per trovare lungo la fascia pluviale che attraversa Indonesia, Indocina e India meridionale, il Ficus benjamina, l’onnipresente benjamin, parente dei tanti Ficus che popolano quell’area.
In zone un poco più fresche, ma sempre ugualmente umide, dell’Asia subtropicale, troviamo l’aspidistra (Aspidistra elatior), che secondo Orwell era una pianta prediletta dalla piccola borghesia inglese.
Se ci spostiamo in terra d’America, troviamo la messicana stella di Natale, la Euphorbia pulcherrima dalle rosse foglie apicali, che è diventata un gadget natalizio da noi proprio sulla scia dell’usanza di oltreoceano.
Se avete la pazienza di aspettare, potreste veder maturare il frutto il ceriman, la Monstera deliciosa, che in teoria si mangia. Si vende infatti come ortaggio sui mercati del Messico e del Centramerica, e da noi è nota come pianta del formaggio svizzero (perché le foglie hanno i buchi).
Ha spopolato nei nostri appartamenti l’anturio (Anthurium andraeanum), che vive con altre specie congeneri in tutta la America equatoriale e sub-equatoriale.
In Sudafrica, Swaziland e Lesotho, cresce spontanea la Zantedeschia aethiopica, che usiamo chiamare calla: in realtà la vera calla (Calla palustris) è nordamericana, per cui sarebbe opportuno, per la Zantedeschia, utilizzare il nome di calla di Etiopia (anche se con l’Etiopia c’entra poco).
Un’altra magnifica pianta sudafricana è la strelizia, l’inconfondibile “becco di gru”, nota anche per gli anglosassoni come “uccello del Paradiso”.
Infine, una pianta simbolo della Tanzania, lo Streptocarpus ionanthus, o santipaulia, che per affinità cromatica con le viole chiamiamo violetta africana: in realtà non c’entra con le viole, è una Gesneriacea.
Finisco qui. Ripeto, elencare tutte le piante da appartamento è tecnicamente impossibile. Mi bastava sottolineare come, nelle nostre case, abbiamo tutti almeno un ospite venuto da lontano, che accogliamo e curiamo con amore (a prescindere dai dibattiti politici in corso…).