Sono molte le specie di cui abbiamo documentazione attraverso i registri del Kew Garden, la prestigiosa istituzione londinese che tanta parte ha avuto nella storia delle piante in viaggio. Sappiamo ad esempio che la pianta di cui vogliamo trattare fu introdotta in Europa nel 1773, proprio nei Giardini Reali, e da lì le navi di Sua Maestà britannica provvidero a diffonderla in tutto l’Impero, in Asia, in America e in Australia, dove ci fosse caldo e umido. E sappiamo anche che fu Sir Joseph Banks, storico direttore del Kew, a dare il nome alla specie, dedicandola alla Regina Carlotta, moglie di Giorgio III e Duchessa di Mecklenburg-Strelitz. Da allora, la nostra pianta ebbe il nome di Strelitzia reginae, la strelizia della Regina, la sua famiglia quella delle Strelitziaceae.
In qualche maniera, questa specie di origine sudafricana (Provincia del Capo e Natal) conquistò rapidamente tutto il mondo: l’ho vista in India, in Spagna, in Argentina... Negli Stati Uniti, ad esempio, la sua coltivazione è molto diffusa in Florida ed in California, al punto che la strelizia è stata scelta come fiore simbolo della città di Los Angeles.
I floricoltori di tutto il mondo ne hanno selezionato diverse varietà: fra queste, merita di essere ricordata la Mandela’s Gold, una cultivar giallo oro dedicata al padre della nazione sudafricana, Nelson Mandela. In fondo, in qualche maniera, la strelizia è tornata a casa.