Piante in viaggio

 

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RODIOLA: Con gli auguri dello sciamano

Credo che anche adesso, in certi villaggi della Siberia, come augurio per una prole sana e numerosa, venga regalata ai novelli sposi una piantina di rodiola.

La rodiola è una pianta succulenta (è una Crassulacea) perenne, di 20-40 cm, dall’apparato radicale sviluppato e fusto fiorale molto foglioso, glabro e non ramificato, di consistenza legnosa alla base, con la parte terminale erbacea che secca dopo la fruttificazione. Le foglie inferiori sono ridotte a semplici squame triangolari; le foglie cauline, verde-glaucescenti e carnose, aumentano di dimensioni salendo lungo il fusto; sono sessili, di forma ellittico-lanceolata, apice acuto spesso arrossato, e margine dentellato (3-5 dentini per parte). Pianta in genere dioica, ha fiori con 4 brevi petali lineari, giallastri, spesso arrossati. Dai fiori degli esemplari femminili nascono 4 follicoli eretti, fusiformi con un becco spesso incurvato, color giallo scuro quindi violaceo a maturazione.

La rodiola abita le rupi, i ghiaioni, le praterie sassose e umide delle alte quote (fino a 3000 m) o delle alte latitudini: vive infatti nelle regioni artiche di Europa, Asia e Nordamerica, e sulle vette di Alpi, Himalaya e Montagne Rocciose.

Si trova dunque in molte parti del mondo, ma è solo nell’ambito della antica medicina siberiana che l’uso popolare delle radici di rodiola ha preso piede: da migliaia di anni, nel corso di molte generazioni, gli sciamani del posto le hanno attribuito grande importanza nel restituire al corpo salute, vitalità, longevità e vigore.

Oggi la medicina si serve spesso della rodiola quale integratore, riconoscendole il ruolo di “adattogeno”, termine generico con cui si contemplano tutte le sostanze che “fanno stare meglio”; la rodiola è in effetti utile a combattere le situazioni di stress e di fatica, e quindi, ma solo indirettamente, si può considerare fra gli afrodisiaci (della serie: se ti senti bene, tutto poi viene più facile…).

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