Come il prezzemolo: vale a dire, dappertutto. Quel “dappertutto” però non si riferisce all’ambiente di crescita, ma al suo uso in cucina: elencare le ricette in cui compare la sua foglia aromatica sarebbe impresa titanica, ben oltre ai confini di questo articolo. Il prezzemolo si trova nelle cucine di ogni Continente: nelle ricette cinesi, italiane, russe, messicane; quando mi veniva servito laggiù un piatto “alla cilena”, ad esempio, era qualcosa di condito semplicemente con fettine di cipolla cruda e tanto prezzemolo…
In realtà, del prezzemolo esistono due varietà, che alcuni considerano come specie distinte. Quello a foglia riccia, o prezzemolo riccio, che è il vero Petroselinum crispum, viene coltivato soprattutto in Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Australia, ed è usato soprattutto per il suo valore decorativo; quello a foglia liscia, o prezzemolo comune, che a volte trovate come Petroselinum sativum, è molto più usato in quanto spezia alimentare, ad esempio in Italia.
L’aroma del prezzemolo è dovuto a diverse sostanze volatili: apiolo e apioside (le stesse del sedano Apium graveolens), e miristicina (presente anche nella noce moscata Myristica fragrans). Ci sono poi vitamine A e C e sali di ferro, calcio e fosforo. Ha quindi interessanti proprietà gastronomiche e mediche (ad esempio i suoi frutti sono ottimi diuretici), tranne in un caso: è sconsigliato alle donne in gravidanza, in quanto l’apiolo è un alcaloide che stimola la muscolatura liscia uterina, con il rischio di provocare un aborto.